Una successione ritmica

2003
Prix Italia
Composizione radiofonica

Una Successione Ritmica. Composizione radiofonica
Durata: 7'50’. Anno: 2003

Quali sono le differenze tra un’opera radiofonica e un disco? Sono formali, di contenuto o si tratta semplicemente di una questione di mercato? Nel momento in cui si applicano le regole e le tecniche della fonografia a una produzione radiofonica, il confine tra i due mondi diventa sfumato e inafferrabile. Il fonografo fu la prima vera "macchina parlante" in grado di portare la musica nelle case (anche se Edison l’aveva pensato per testimoniare transazioni d’affari o per sentire la voce dello zio emigrato lontano).

All’inizio, comunque, l’idea che stava alla base del fonografo era la registrazione (e quindi la testimonianza) di un evento sonoro reale. Nel corso della sua storia, però, con lo sviluppo delle tecnologie audio e della figura artistica del produttore, i dischi sono diventati sempre più ricostruzioni di eventi ideali. Quello che ascoltiamo in un disco di musica pop, per esempio, non è la registrazione del gruppo che suona, ma il montaggio di una serie di eventi musicali, che scomposti e ricomposti secondo una serie di regole più o meno definite, formano un evento ideale. La radio non è un medium realistico. Anche in radio, come nella fonografia, si costruiscono eventi sonori ideali, con le stesse modalità e tecnologie che si usano in discografia.

Nel radiodramma "Megahertz 900", si racconta la storia di Reginald Aubrey Fessenden, il fisico canadese che la notte del 23 dicembre 1900 realizzò la prima trasmissione della voce via radio nella storia. È lui, e non Marconi, il vero inventore della radio, intesa come tramissione a distanza e senza fili del suono. Per ottenere l’onda portante, che avrebbe permesso di trasportare il segnale fonico (l’onda modulante), Fessenden praticò migliaia di microincisioni sul cilindro di un fonografo. Questo, collegato a un circuito elettrico tramite un interruttore, creava un’onda a oscillazione costante di 10.000 Hertz: l’onda portante! Dopo una serie di fallimenti, Fessenden riuscì a trasmettere questa frase al suo assistente in ascolto in una stazione ricevente a poche centinaia di metri da lui: "Hallo. Test. One-Two-Three-Four. Is it snowing where you are, mister Thiessen? If it is, telegraph back and let me know". Il signor Thiessen telegrafò immediatamente. La radio era nata. Grazie anche a un fonografo che s’incanta! Quando Fessenden spiegò la sua idea a Edison, si sentì rispondere: "Ci sono le stesse probabilità di trasmettere la voce senza fili come di saltellare sulla luna". Intanto Marconi diventava famoso con le sue trasmissioni telegrafiche. "Alle 12 e 30, mentre ero in ascolto al telefono del ricevitore, ecco giungere al mio orecchio, debolmente, ma con tale chiarezza da non lasciare adito a dubbi, una successione ritmica..." Marconi racconta così il suo famoso esperimento di radiotelegrafia transatlantica del 1901.

La successione ritmica di cui parla sono i tre punti corrispondenti alla lettera S dell’alfabeto Morse. Una successione ritmica, un metronomo, quasi un drum loop, che ho sviluppato come colonna musicale del mio pezzo. Tutti i frammenti (voci, musiche ed effetti) sono stati tagliati e rimontati all’interno di una griglia ritmica rigida (100 bpm).

Per la realizzazione di "Una successione ritmica" sono stati utilizzati 113 frammenti sonori scelti dagli organizzatori tra le opere partecipanti al Prix italia dal 1954 al 1972. Inoltre sono stati inseriti frammenti tratti da:

  1. Un discorso di Marconi del 1932 dove racconta (in italiano) il suo famoso esperimento di "radiotelegrafia a grande distanza" del 1901: la trasmissione transatlantica dei tre punti corrispondenti alla lettera S dell’alfabeto Morse
  2. Un discorso sempre di Marconi, ma questa volta in inglese, che è la traduzione quasi letterale di quello qui sopra (1936)
  3. "Megahertz 900", radiodramma di Gaetano Cappa (1999)
  4. Un segnale Morse di S O S *
  5. Il primo messaggio promozionale inciso per il fonografo Edison dall’attore di vaudeville Len Spencer nel 1906.
  6. Un discorso di Martin Luther King: "I have a dream..."

La colonna musicale originale é stata composta, programmata ed eseguita da Gaetano Cappa.

Commissionata dal Prix italia 2003 all’interno del workshop "Divertissement Radiophonique".