Megahertz 900

1999
Radio Tre
Radiodramma

"Megahertz 900" è ispirato alla vera la storia di Reginald Aubrey Fessenden, il fisico canadese che la notte del 23 dicembre 1900 realizzò la prima trasmissione della voce via radio nella storia. E’ lui, e non Marconi, il vero inventore della radio, intesa come tramissione a distanza e senza fili del suono. Per ottenere l’onda portante, che avrebbe permesso di trasportare il segnale fonico (l’onda modulante), Fessenden praticò migliaia di microincisioni sul cilindro di un fonografo. Questo, collegato a un circuito elettrico tramite un interruttore, creava un’onda a oscillazione costante di 10.000 Hertz: l’onda portante! Dopo una serie di fallimenti, Fessenden riuscì a trasmettere questa frase al suo assistente in ascolto in una stazione ricevente a poche centinaia di metri da lui: "Hallo. Test. One-Two-Three-Four. Is it snowing where you are, mister Thiessen? If it is, telegraph back and let me know". Il signor Thiessen telegrafò immediatamente. La radio era nata. Grazie anche a un fonografo che s’incanta!

La Storia Siamo all’inizio del 1900, in America. Durante una notte tempestosa, in un'isola sul fiume Potomac, l’inventore canadese Reginald Aubrey Fessenden e sua moglie Helen tentano il primo esperimento di trasmissione e ricezione radiofonica. Ma qualcosa non va secondo i piani e il suo rudimentale apparecchio, invece di comunicare con la postazione ricevente, comincia a ricevere strani segnali confusi e frammentari da quello che solo in un secondo momento scoprirà essere il futuro. Dal piccolo altoparlante escono alla rinfusa le voci di Hitler, Churchill, Kennedy, Lindbergh, Radio Mosca, Martin Luther King, Neil Armstrong,... Ma anche quella di un uomo che al telefonino lamenta i peggiori postumi da sbronza della sua vita, conseguenza della festa di capodanno del terzo millennio. L’ascolto si rivela spiazzante: Reginald e Helen compiono senza saperlo un viaggio in un futuro che ignorano. Le frasi captate scatenano in loro reazioni e considerazioni diverse sul significato della vita, del tempo e della loro impresa. E il mal di testa dell’uomo moderno è l’unica certezza che hanno, l’unica chiara visione del futuro loro e dell’umanità. Ma alla fine le sorti dei protagonisti sono destinate a intrecciarsi.